Le Montagne della Duchessa, situate nel Cicolano, all'estremo confine orientale della Provincia di Rieti con quella di L'Aquila in Abruzzo, formano un unicum ecologico con il massiccio del Velino Sirente e rappresentano un immportante corridoio ecologico per numerose specie animali e vegetali.
Il 7 giugno 1990 la Regione Lazio, con Legge regionale numero 70, ha istituito l'omonima Riserva Naturale Regionale Montagne della Duchessa. Estesa 3543 ettari, la Riserva è ricca di biodiversità: la vegetazione annovera circa 600 specie vegetali, di cui una trentina endemiche dell'Appennino centrale; per la fauna, frequentano l'area rapaci come il grifone, facilmente avvistabile, e l'aquila reale e lo sparviero, altrove scomparsi, mammiferi quali l'istrice, il gatto selvatico e l'arvicola delle nevi, il cervo, il capriolo ed anche il lupo e l'orso che qui trovano quei "corridoi ecologici" vitali per la loro sopravvivenza.
Il territorio montuoso, a morfologia aspra e selvaggia,
è dominato dalle cime del Monte Morrone (2141 mt. slm) e dal
Murolungo (2.184 mt.), il paesaggio è alquanto
suggestivo e vario; salendo di quota, dai 950 mt. slm di
Valle Amara e di Cartore, i boschi misti di cerro,
frassino, carpino, sorbo e acero, lasciano il posto, al di
sopra dei 1.200mt., alle monumentali faggete.
Le cime più alte sono dominate dai pascoli perenni e
da ampie superfici rocciose dove anche la vita vegetale
diventa difficile. Da Nord a Sud si alternano profonde
e strette vallate a rilievi più o meno accidentati :
a Monte Cava (mt. 2.000 slm) succede il profondo solco
di Valle Amara che, se d'estate è un importante accesso
alla Riserva, d'inverno risulta spesso impraticabile perché,
raccogliendo le acque torrentizie che si "incanalano" nelle valli poste
a quote superiori, essa viene trasformata in un vero e proprio letto di fiume.
Segue l'emergenza di Monte Morrone e poi ancora il Vallone di Fua e il Vallone del Cieco che
introducono all'incantevole e incontaminato Lago della
Duchessa (mt. 1.788 slm).
Ancora più a sud il Muro
Lungo domina con i suoi contrafforti rocciosi il Vallone
di Teve.
Per chi voglia visitare con metodo la Riserva
è consigliabile sostare a Cartore dove sono presenti
strutture ricettive. Qui è anche possibile reperire materiale
tecnico - scientifico e illustrativo, e si può trovare una
guida disposta ad accompagnarvi.
Sulle Montagne della Duchessa, la Regione Lazio, ha individuato due proposte di siti di importanza comunitaria (pSIC), denominati rispettivamente, Monti della Duchessa – area sommitale, codice identificativo IT6020020 e Monti della Duchessa – Vallone Cieco e Bosco Cartore, codice identificativo IT6020021, oltre ad una zona di protezione speciale (ZPS) denominata "R.N. Montagne della Duchessa", codice identificativo IT6020046, il cui perimetro coincide con quello della Riserva (ad eccezione di alcune aree nel Vallone della Ruara nella zona di Cartore.
Curiosità: il nome Montagne della Duchessa fu "coniato" dall'ingegnere bolognese Francesco de Marchi, impegnato a cartografare la zona, nel XVI sec., in omaggio a Margherita d'Austria, Duchessa di Parma e Piacenza e del Ducato di Leonessa e di Cittaducale.